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Scontri in Sud Sudan, migliaia in fuga

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Posted on: 07/11/16
?Nella capitale del Sud Sudan, Juba, sono in corso anche questa mattina "scontri molto, molto violenti". Nella capitale, sorvolata da elicotteri, si muovono i carri armati mentre risuonano esplosioni e continui scambi di artiglieria in diverse parti della città, in particolare verso l'aeroporto e nel quartiere di Tomping. I residenti sono barricati dentro casa, migliaia di altri invece hanno preferito tentare la fuga. L'ambasciata americana ha parlato di "combattimenti violenti tra governo e forze dell'opposizione".
La tensione ha ripreso vigore fino a diventare scontro aperto all'indomani del quinto anniversario dell'indipendenza del Sud Sudan. Dal dicembre 2013 è in corso una guerra civile tra i sostenitori del presidente Salva Kir e quelli del vicepresidente Riek Machar, costata la vita a decine di migliaia di persone e che ha causato tre milioni di sfollati.

Riunito domenica in emergenza, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha
chiesto ai "paesi della regione" e all'Unione africana di "discutere con i leader sud-sudanesi per trattare questa crisi". Con una dichiarazione unanime, i 15 Paesi membri del Consiglio di sicurezza hanno chiesto anche al presidente del Sud Sudan, Salva Kiir e al suo rivale, il vicepresidente Riek Machar, di "fare di tutto per controllare le loro rispettive forze e mettere fine ai combattimenti".

>>  Sud Sudan, 5 anni di indipendenza: fame e guerra

Il bilancio di tre giorni di combattimenti
Almeno 200 morti, forse di più. È il bilancio ancora provvisorio degli scontri avvenuti tra venerdì e domenica giorni a Juba, capitale del Sud Sudan, tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir e quelle che appoggiano il primo vicepresidente Riek Machar. 

"Le condizioni sono veramente brutte. Da questa parte abbiamo molte vittime, penso circa 50 o 60 oltre a quelle di sabato (secondo alcune fonti almeno 150,ndr)", ha detto domenica il capo della sicurezza di una clinica nella base Onu, Budbud Chol. "Abbiamo vittime civili. Granate con propulsione a razzo hanno colpito la base ferendo otto persone", ha proseguito, spiegando che almeno una persona é morta nella base.

Un appello è giunto anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "#Juba. Di nuovo in guerra civile in Sud Sudan. Italia chiede di far tacere le armi" ha scritto in un tweet il capo della diplomazia italiana sottolineando che l'Unità di crisi della Farnesina è "in contatto con i nostri connazionali" presenti nel Paese africano.

Gli scontri erano iniziati venerdì nei pressi del palazzo presidenziale dove Machar e Kiir preparavano un comunicato comune su altri incidenti avvenuti il giorno precedente. Gli scontri tra le opposte fazioni sono costati in due anni e mezzo decine di migliaia di morti e hanno
provocato una grave crisi umanitaria in un Paese già poverissimo
nonostante le ingenti riserve petrolifere.





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